Lasciamo casa di Carlo dopo una bella riposata per andare alla "città dei container". Il caldo si fa sentire e le persone sono cordiali. L'Africa ci mancava...per il suo modo di essere così semplice ma allo stesso tempo così forte. Carichiamo lo Sprinter di medicine e alimenti e poi nel pomeriggio partiamo alla volta di Mutoko, passando prima a salutare le suore di Maria Bambina ad Harare che gesticono tra l'altro il centro per le mamme malate sopratutto di Aids.La strada è lunga e con Carlo parliamo di un sacco di cose, è un'enciclopedia aperta su qualsiasi argomento ed è piacevole ascoltarlo. Tramonto meraviglioso sui graniti di Mutoko e sembra essere a casa su questa roccia simile alle nostre dolomiti ma ormai erose dagli anni. Arriviamo all'ospedale che è buio pesto, un saluto a Marilena (la dottoressa responsabile) e prendiamo posto nella stanza nell'ostello dell'ospedale. Sistemiamo le nostre cose e iniziamo a conoscere un pò la situazione e l'organizzazione. Ma caso vuole che proprio quel giorno sono arrivate da Cesena 3 ragazze che faranno 2-3 settimane di volontariato nell'orfanatrofio dell'ospedale. Ottimo per iniziare un pò di esperienza e fare esercitazioni. Mangiamo insieme una pasta e via nella prima notte a Mutoko. Qui c'è qualcosa di magico lo si intuisce solo guardando la luna e le stelle che illuminano i campi coltivati di fortuna. La stanza è un forno, ma poche zanzare. Molti sono invec
e i piccoli insetti che ci accompagnano nella notte tra cui una bellissima lucertola con la coda blu elettrico e due autostrade di formichine sotto il letto.....Al mattino sveglia e via alla visita dell'ospedale. Carlo ci presenta un'infinità di gente, sopratutto infermiere e medici o chi lavora all'interno, naturalmente tutti locali...e ci imbattiamo nelle prime realtà. Oh mio Dio.....quest'ospedale è innanzitutto organizzato alla grande, gestito meravigliosamente oltre che far servizio a un sacco di persone che provengono da tutto il paese. Ah scordatevi qualsiasi ospedale italiano sia chiaro!!! Tutto su un unico piano con farmacia, ambulatorio, stanze e reparti divise, sala operatoria, e l'orfanatrofio, puliti a regola d'arte, ma non è il Santa Chiara. E fuori una lunghissima fila di pazienti che attendono la visita. Solo che qui non solo ci sono i malati ma al seguito arriva anche il parente o i parenti che accompagnano quindi immaginate fuori la quantità di gente che c'è. E attende magari per dei giorni o settimane che il malato sia dimesso. Anche perchè chissà quanti km si sono fatti, magari trasporandolo su una cariola. Al di fuori la cucina rigorosamente a legna col pentolone che va tutto il giorno e i vari pozzi che non sempre garantiscono acqua...la luce c'è e si ringrazia anche per questo. Il nostro compito è
quello di ambientarci quindi salutato Carlo, con le tre ragazze di Cesena iniziamo a conoscere la realtà locale, andiamo a vedere il villaggio con le scuole vicine, facciamo un pò di spesa al mercato locale (frutta e verdura) e poi ci fiondiamo nell'orfanatrofio per far giocare i bambini che tornano da scuola.....ci divertiamo un sacco e loro più di noi con il gioco dei colori o dei nomi....basta poco qui e molta fantasia per farli sorridere. Io ho aiutato un'infermiera a dividere varie medicine e fare un'inventario delle nuove arrivate.... Alla sera cena collettiva e preparaimo un pò il giorno dopo. Nulla di chè....visitiamo i malati (che sono tanti) andiamo nelle stanze per scambiare due chiacchere con loro e cercar con due monate di far sorridere questa gente che comunque nelle loro "disgrazie" è sempre sorridente. Poi Carlo ci prepara e ci fa assistere ad un'operazione. Naturalmente distaccati, bardati e con le precauzioni del caso. Una semplice ernia su un bimbo di circa 6-8 anni. Una mezz'oretta di operazione ma abbiamo potuto vedere come sia importante questo reparto e quanto sia efficente il personale che lo assiste. Davvero un'emozione particolare per noi "ignoranti" in materia. Ma sopratutto a questo bimbo è appena stata salvata la vita!!! Pomeriggio in
orfanatrofio....oggi han preso più confidenza e in 4 è un bel caos tenerne a bada 20....oh oh!!! Verso sera poi Dixon ci porta a vedere le pitture rupestri, i Baobab e un sacco di cose interessanti sulla storia della popolazioni e della storia dello Zimbabwe!!! Tramonto meraviglioso, fiori e viste da cartolina, e le persone sempre attente che ti osservano, poi li saluti felici e scambiano due parole. Devo ammettere che l'inglese per ora è più semplice e la gente ha molta pazienza....ma con Asthon (orfano di 11 anni) ci siamo fatti una lezione di Shona (la lingua locale) quindi ora col mio vocabolarietto scritto dal bimbo riesco a dire le parole più importanti e la gente lo apprezza moltissimo!!!
venerdì 18 febbraio 2011
Mutoko
lunedì 14 febbraio 2011
Partenza
All'aeroporto abbiamo Carlo che ci attende con molto entusiasmo....e Sybil e Norman (i responsabili del villaggio dove andremmo). Il tutto condito da abbracci di molte persone locali...e amici del dott. Carlo! Così andiamo al viallggio, sul mitico Sprinter di Carlo. Un pò ancora frastornati dal viaggio scendiamo in questo caldo pomeriggio. Il villaggio dista una decina di minuti dall'aeroporto....e già si vede quanto verde c'è in questa stagione. Piante e fiori in quantità e le persone a lato della strada camminano. Arriviamo al villaggio e siamo accolti da pochi bambini perchè sono a scuola. Quindi scarichiamo lo sprinter di aiuti alimentari, e visita guidata nell' orfanatrofio. Le costruzioni a regola d'arte, l'asilo, e le case famiglia. Proprio ben fatte e organizzate. Andiamo da Gina, una bambina con una ferita sul ginocchio (mai vista n'a roba del genere) una piaga completamente aperta grande come tutto il ginocchio. IL sorriso più bello abbia mai visto...sarà anche il primo che non si scorda ma vi giuro che nelle sue condizioni chiunque urlerebbe....(anche se poi ci dice Carlo che ormai sta perdendo la sensibilità)....e invece ti guarda, sorride e dice GRAZIE!!!
Andiamo nella casa di Norman e Sybil dove ci viene offerto un succo...e di li a poco i bimbi finiscono la scuola e ci assalgono completamente. Siamo avvolti in 40 bimbi, uno più pazzo dell'altro. Poi le caramelle di S. Valentino calmano tutti, due foto, due giochi veloci e via verso nord-ovest...dove abita Carlo!!! Circa 3 orette di strada passando prima per le meravigliose suore che ci ospitano per un caffè....(per chi lo beve).....pensate 50 anni in africa...che forza ste donne....e poi col tramonto negli occhi arriviamo di sera nella residenza di Carlo. Dove mangiamo un'ottima cena con i famigliari e poi una bella dormita per riprenderci dal lungo viaggio. Questo è il primo giorno di ZImbabwe, il silenzio il verde delle piante, il rosso del tramonto, il caldo non esagerato e la simpatia della gente sono il nostro primo giorno di scuola...e quando va via la luce guai a lamentarsi.
venerdì 11 febbraio 2011
L'attesa e la partenza
Che dire forse avremmo dovuto scrivere due righe molto tempo prima....come forse avremmo dovuto dedicare ancor più tempo allo star insieme a molte persone e sopratutto agli amici. Certo è che questo mese e mezzo che siamo stati in Italia ci avete riempito d'affetto e di benevolenza e questo non lo scorderemo mai. D'altro canto anche noi tornati belli carichi e rilassati dal nostro viaggio USA ci siamo resi conto di quanto complessa sia la vita in Italia. Crediamo che la frenesia e l'orologio rovinino un pò la nostra libertà. A colpo d'occhio ricordiamo le prime 3-4 settimane come ci sentivamo stretti....e col fiato sul collo (involontario sia chiaro), è la nostra cultura e non ci si può far nulla. L'unica cosa che posso dire è: fermatevi ogni tanto anche solo per guardarvi attorno....e non siate prigionieri dell'orologio.
L'attesa è confusionaria...si parte, poi no, poi la casa, poi no, poi a fine mese, poi a metà.....alla fine la tanto sospirata mail arriva...il 14 alle 13 sbarcheremo ad Harare. I preparativi, cosa portare o no e vi dico che ci ha fatto un pò senso non mettere in valigia tenda e sacchi a pelo...oltre tutto l'occorrente per il campeggio.....ma ora la nostra direzione è un'altra....quindi incontri con l'associazione, chiacchere con gente che ha avuto esperienze.....e chi più ne ha ne metta. Ci siamo anche ritagliati il tempo per un week end in montagna con tanto di risiko e braciole....e di una serata allo stadio dove ho visto una delle partite più belle da parte nostra...un Chievo - Napoli 2 a 0!!! E poi ancora zii, amici vari che poi chissà quando rivedrai e via così....fino a domenica 13 quando arriviamo all'aeroporto di Verona.....e qui inizia un capitolo stragrande targato ZIMBABWE!!!
mercoledì 29 dicembre 2010
...di ritorno!
e nulla di certo, sembrava eterno. Ora fissiamo quella foto pensiamo a quanto veloci sono passati questi giorni....a come questo viaggio si è trasformato in una bellissima avventura senza programma all'inizio e con tanti punti di riferimento ora. Sappiamo benissimo che le persone incontrate sono state fondamentali, quelle che hanno scritto e segnato questo viaggio. Di certo anche questa parte di america, il West, è stato d'aiuto con le sue meraviglie naturali, la sua storia, i colori e sopratutto la parola "civiltà" che qui esiste ancora.Gli ultimi due giorni sono a San Francisco, una delle rare città che consideriamo "da visitare". Nulla di che, due passi in centro, sistemare i bagagli, fare delle telefonate....insomma tutto tranquillo...anche se dentro siamo perfettamente consapevoli che NON vorremmo prendere quell'aereo. Ma pensando a cosa ci aspetta siamo molto sereni e felici...oltre che fortunati. Un Grazie quindi al Signore che ci ha permesso di vivere quest'avventura pienamente e senza grossi problemi. Grazie a Dave, al Ranch e a tutti i nostri amici di Republic, che hanno contribuito alla realizzazione del nostro sogno. A Sina, Chad, Andy, William....e a tutti quelli che hanno lavorato con noi. A tutti quelli incontrati lungo la strada, nei parchi nazionali e sui sentieri che abbiamo percorso. Ad Amy, Michael, Estella e Bronwin....che ci hanno aiutato, ospitato e insegnato molto. Insomma Grazie a Tutti.
Domani saremo in Italia...e chi ci dirà "ben tornati a casa" risponderemo: "Noi siamo Sempre Stati a Casa"!!!
lunedì 27 dicembre 2010
Grazie Famiglia Bailey
Attendiamo il Natale in un atmosfera semplice in casa. Fuori le luci delle case sono tantissime a volte esagerate e ovunque ti trovi senti canzoni di Natale. Poi il 23 è arrivato Santa Claus sul camion dei pompieri e tutto il vicinato è sceso in strada. Chi ha acceso il fuoco chi ha portato la cioccolata calda chi i dolci, davvero carino e pieno di luci. Così arriva la tanto attesa vigilia. Le Bimbe sono eccitate per i regali e la mamma di Amy viene con noi per la
Ho cercato di riassumere il più possibile questi giorni difficili da dimenticare....anche se so di aver tralasciato qualcosa. Perchè nella loro semplicità sono stati ricchi di condivisione di esperienze e pensieri. Questa famiglia ci ha ospitato con semplicità e ci ha fatto sentire parte di loro da subito. Le bimbe sono state una compagnia indimenticabile e quanto abbiamo giocato, letto e cantato insieme. Poi Amy e Michael....davvero speciali, aperti con cui si può parlare di tutto e più. Molto religiosi e credenti e questo ci ha arricchito ancora più. Specialemente quando hanno voluto condividere con noi la loro storia....un esempio di forza e di amore infinito. Grazie per quello che ci avete insegnato e non mi riferisco solo all'inglese.
mercoledì 15 dicembre 2010
Alaska, secondo tempo!
Volevamo in questo post ringraziarvi tutti. Qualche tempo fa ho guardato le statistiche del blog e abbiamo superato i 5 mila clik. Con una media di 1000 visite al mese. Ok dobbiamo ammettere che non abbiamo pagato nessuno per questo...e quindi o c'è qualcuno che entra 50 volte al giorno o davvero ci state leggendo o almeno visitando abbastanza e questo ci rende molto felici. Grazie davvero di cuore.
Beh abbiamo ancora una ventina di giorni quindi speriamo di poter scrivere qualche bella pagina della nostra storia....un grazie infinito ancora specialmente a chi ci ha aiutato e sostenuto (qualcuno si sentirà chiamato in causa :) in questa nostra avventura (genitori in primis....) ora torniamo fuori a spalare un pò di neve visto che fa caldo (12 gradi sotto lo zero).