mercoledì 26 ottobre 2011

Il progetto Idrocefalo e Thomas





Questo progetto è stato fatto qualche mese fa, in luglio, esattamente la settimana dall’ 11 al 17, qui in ospedale. Perché ne scrivo solo ora??? Semplicemente perché a tutta sta storia c’è legata una persona: Thomas, che solo in questi giorni sta realizzando un sogno, quello di tornare a camminare. Andando con ordine il progetto, ideato dal dott. Spagnolli in collaborazione con la Provincia di Trento, non è altro che un corso realizzato da un medico trentino (il Neurochirurgo dott. Conti) che insegna a medici locali un’operazione particolare ma allo stesso tempo semplice legata alla patologia dell’idrocefalo. Scusate i termini ma non sono esperto. Questo corso, che ha visto poi rappresentare anche l’assessore provinciale, un funzionario e l’ufficio stampa, è stato totalmente finanziato dalla provincia e risultato un grande successo in Zimbabwe. Infatti ora ben 12 tra chirurghi e anestesisti provenienti da ospedali rurali da tutto il paese, sono resi autonomi nell’operare questa patologia. Prima questi bimbi affetti erano messi in lunghe liste d’attesa ad Harare….e molti non ce la facevano a sopravvivere aspettando così a lungo. Il corso vuole sottolineare una nuova idea di fare volontariato e del bene, che tra il resto noi appoggiamo alla grande, cioè che non si tratta di fare del “volontariato coloniale” ma dare alle persone locali gli strumenti e condividendo il sapere, così da renderli autonomi fin da subito (quello che stiamo provando noi ma con scarsi risultati). Il corso è finito ormai da 3 mesi e già sono arrivate notizie di molti bimbi operati e con successo. Thomas è un ragazzo di Mutoko ricoverato in ospedale dal gennaio 2010 dopo che un gruppo di militari lo gettò fuori da un’auto in corsa per motivi infondati di gelosia. L’incidente gli provocò la mobilità delle gambe e condannato sulla sedia a rotelle. Il dott. Conti, a luglio, lo visitò e diede grosse possiblità a Thomas per tornare a camminare. Così il dott. Spagnolli prepara tutte le carte e sabato 9 ottobre Thomas parte per questo viaggio-speranza a rovereto. È stato operato venerdì 14 e tutto sembra andare a gonfie vele. L’operazione è riuscita e iniziata la fisioterapia si stanno vedendo piccoli segni di miglioramento. Speriamo bene. Qui in Zimbabwe sarebbe stata impossibile una cosa così. Thomas, tra il resto, si è trovato un piccolo lavoro all’interno dell’ospedale. Non potendo pagare la degenza, perché non può lavorare, si sta rendendo utile ed ha imparato dopo mesi e mesi con il dott. Massimo, a fare le protesi dentarie (dentiere). Così ha il suo laboratorio e tutto il necessario per poter far tornare a sorridere e mangiare la gente….durante il periodo in Italia avrà anche la possibilità di fare pratica presso un laboratorio di Rimini…così quando sarà di ritorno (per Natale o gennaio) sarà tutto nuovo di zecca e, sperando che vada bene, sia sulle proprie gambe sia con una professione in mano. Chiunque voglia andarlo a trovare per passare qualche minuto con lui (visto che non conosce nessuno e si trova in un posto nuovo, quasi da solo), mi scriva che vi dico dove andare. (Foto 1: foto di gruppo con i medici e infermieri del corso, il dott. Spagnolli e il dott. Conti e il gruppo della provincia; Foto 2: Thomas nel suo letto di Terapia Intensiva qui in ospedale, con il suo pc noleggiato; Foto 3: Thomas e il dott. Spagnolli; Foto 4: la festa di saluto a Thomas organizzata con danze e canti da parte dello Staff dell'ospedale)

domenica 9 ottobre 2011

La pioggia

Scusate se è molto tempo che non aggiorno il blog, e se magari gli articoli che scrivo non sono direttissimi a quello che facciamo e/o accade. Ma in questi ultimi due mesetti ci sono stati parecchi problemi, sia piccoli che pesanti. Soprattutto di carattere “lavorativo”, ma purtroppo anche di carattere “personale” che magari non riguarda direttamente noi, o almeno fino a un certo punto. Chi mi conosce sa che certe cose e certi problemi non li metto in piazza, specialmente se si tratta di cose un po’ delicate. Anche per questo quindi la mancanza di spunti per scrivere e il solito Internet di una lentezza assurda. Descrivendo un po’ quello che si dice sulla stagione delle piogge, qui è solo una all’anno e dura all’incirca (dipende dalle zone) dai primi di dicembre a fine marzo. Quest’anno qui a Mutoko già a febbraio non pioveva più, mentre ad Harare, in modo molto discontinuo, ha proseguito fino ad aprile. La pioggia, di solito, non dura tutto il giorno, ma si limita a qualche ora, prevalentemente nel pomeriggio, di forti temporali e tempeste. Quindi acquazzoni mostruosi che innondano tutto in pochi secondi. Quello che sarà vi faremo sapere tra qualche mese…per ora ci limitiamo a dire che i muri iniziano a scottare dal caldo ma stasera, nella notte tra il 3 e il 4 ottobre ha piovuto (sta piovendo) per la gioia di molta gente e dei bambini che urlano di gioia da qualche ora. Io (Alessio) non vedevo la pioggia dal 20 di maggio, serata passata ad Harare dove piovve per alcuni minuti. Mentre Manu non la vede da fine marzo, quando ancora eravamo al villaggio S. Marcellino. A dir la verità due gocce le aveva fatte il 3 (piacerà come numero) di giugno, di notte, ma non si fece tempo neanche ad aprir la porta che era tutto finito. Qui all’ospedale quindi l’ultima pioggia, che si può chiamare pioggia, risale ai primi di marzo. Questa manna dal cielo (sperando che continui, mal che vada è questione di tempo) porterà un sacco di benefici come irrigazione degli orti e soprattutto metterà acqua nelle falde visto che i pozzi iniziavano già a girare a vuoto, come segno di mancanza d’acqua e si che sarebbe stato un problema. Ma porterà molti malefici, come il riprodursi velocemente della zanzara e quindi: malaria. Una grossa nota negativa la fanno i prezzi che continuano a oscillare. Nel giro di 10 giorni il prezzo del cemento da 11 $ a 20$ al sacco...i mattoni il doppio, gli alimenti oscillano, prezzi fuori di testa in vari settori. Speriamo che questo momento così si ristabilizzi presto, o saranno problemi per tutti, a partire dalla gente. E intanto una multinazionale (negozio generi alimentari) apre anche qui a Mutoko, villaggio di area rurale…mah, speriamo non ne risentano le piccole botteghe!!! Nelle ultime tre settimane siamo stati in compagnia di un terzo gruppo proveniente da Rimini. Ringraziamo anche loro della bellissima esperienza e condivisione insieme….e soprattutto della bella gita a Kariba dove non sono mancati gli animali. Ospitati come sempre dalle fantastiche suore, abbiamo passato un paio di ore con i bimbi dell’asilo ed è stato bellissimo. È sempre un posto e una comunità meravigliosa!!! Da questo gruppo esce un nuovo ,ollega: Davide. Appena diplomato alle superiori ha deciso di passare 6 mesi qui in ospedale e cercare di dare il proprio contributo…in attesa di decidere cosa fare del futuro. Un aiuto in più superapprezzato visti i mesi “tosti” che ci aspettano.

(Foto 1: l'entrata dell'ospedale con alcuni reparti visti dall'alto del campanile, e un temporale con tempesta sullo sfondo del 3 ottobre. Foto 2 i Giacaranda in fiore con il container del generatore elettrico. Foto 3 il nostro bellissimo inceneritore di rifiuti e raccolta rifiuti. Foto 4 tappeto di fiori con il reparto di fiosetarpia a destra ostello infermieri a sinistra

martedì 4 ottobre 2011

Manu è incinta




Sicuramente per alcuni di voi non sarà una vera news visto lo scambio di mail delle scorse settimane. Ma ci tenevamo a urlarlo al mondo intero….ok ok a chi legge il blog. Ebbene si, da 10-11 settimane Manu è incinta. Avevamo detto infatti alla nostra partenza che stavamo pensando a un ritorno un po’ allargato…e infatti, se tutto procederà per il meglio quando a fine gennaio saremo in Italia, vedrete Manu con un bel pancione. Infatti, ormai da più di un mese, è sottocontrollo, qui in ospedale, dai medici e soprattutto dal dott. Carlo Spagnolli che si prende sempre cura di noi. Manu sta molto bene ed è in salute (sarà l’aria africana????), ha fatto gli esami del sangue e tutto va bene. E infatti continua la vita di prima normalmente. E anche due ecografie. La prima, un mese fa, faceva vedere una piccola macchia nera, ma quella di oggi già fa capire e intravedere molte cose, tra cui la testa e gli arti. Un’emozione indescrivibile vedere questa creatura muoversi in continuazione…troppo bello. E a manu sono scappate anche due lacrime, mentre io (devo ammetterlo) cercavo ancora di capirci fuori qualcosa sia di spiegazione in inglese del medico che dal monitor (purtroppo la macchina non è nuovissima). Poi abbiamo festeggiato. Il dott. Rupfuze, medico qui in ospedale, è stato molto gentile e ha fatto molto per noi. Per motivi precauzionali a manu era stato consigliato di non andare in macchina (viste le strade qui si salta molto) per evitare balzi o altro. Ma ora che il feto si sta ingrandendo, nei prossimi week end andremo in capitale per festeggiare un po’ con alcuni amici. Io e Manu siamo felicissimi e lo desideravamo tanto, anche se devo ammettere che per me è ancora un po’ difficile rendersene conto. Ma ho ancora tempo. Intanto sto con Manu e cerco di farla faticare il meno possibile, specialmente ora che il caldo sta diventando sempre più forte. Viste le molte domande a cosa abbiamo deciso di fare nei prossimi mesi, ecco a grandi linee ciò che per ora abbiamo pensato. Certo è che sarebbe bello e comunque sia sarebbe fattibile che il bimbo/a nascesse qui. In quest’ospedale e con il dott. Spagnolli non sarebbe un problema. Ma abbiamo valutato due importanti cose: la prima è il poter star vicino a parenti, genitori e amici in quel che sarà un bellissimo evento, e il secondo è legato alla burocrazia. Si proprio per una questione di carte. Non che non sia fattibile, ma proprio per un discorso di semplicità futura. Quindi torneremo in Italia alla fine di gennaio e staremo li per qualche mese (cercherò un lavoro per raccogliere due lire)….prima di ripartire alla volta di….chi lo sa. Tante cose ora sono sospese, e stiamo valutando varie opportunità e proposte. Saranno quindi fondamentali i prossimi 4 mesi….per ora ci godiamo questo bellissimo momento che felicemente condividiamo con tutti voi. (foto 1 la stanza dei raggi X con la macchina dell'ecografia, una delle poche unità funzionanti sia di raggi che di esami, dell'intera provincia: una manna; foto 2 il dott. Rupfuze mentre visita manu; foto 3 visto che la macchina non stampa ho fatto una foto al monitor).

sabato 10 settembre 2011

Vandali o cultura???

Scusate il ritardo ma internet disastro nelle ultime settimane, a stento la posta. (Vandali) Credo sia una parola che si addice molto a questa gente. Le settimane viaggiano molto veloci e il nostro incarico ultimamente è cercare di far qualcosa a livello organizzativo. Non è possibile perdere ore ed ore tutti i giorni solo perché alcuni dei dipendenti (operai, infermieri, ecc ecc…) non fa il proprio dovere. Da circa un mese due dei ragazzi che lavorano con me non si comportavano bene, mancavano dal lavoro e quando erano di turno andavano a giocare a calcio o a bere al bar raccontando un sacco di bugie (e sono bravissimi, ma polli). Tanto c’era Alessio o Dickson che copriva e che lavorava all’insaputa, ma ora rischiano così di perdere il posto di lavoro così tanto prezioso per la famiglia e i figli. Così come in ufficio di Manu che da quando lei ha iniziato a farsi un po’ dentro e capire come vanno le cose il responsabile insieme ad alcuni di loro spariva o comunque non esegue i propri doveri...pensando di fartela, ma son così polli che prima o poi li becchi. Questo ti fa girare e non poco, vista poi la situazione in cui si trovano…soprattutto perché alla fine ci va di mezzo il paziente....ma ad alimentare tutto sono sempre quei problemini stupidi che ci troviamo ad affrontare tutti i giorni. E il giorno che troveremo risposta a questa domanda farò festa: ma è possibile che qui le cose si rompono facilmente??? È possibile che cambi un rubinetto, una tazza del wc (e ne abbiamo cambiate molte…a voi vi si rompono di frequente???), una lampadina, una presa o una porta e dopo poco tempo è già rirotta??? Oppure si divertono a prendere a sassate i pannelli solari, a tagliarti un tubo o (e ce ne fosse molta) a lasciare l’acqua di rubinetti e docce, aperta tutta la notte completamente a dispersione??!!! Per non contare tutte le borse di plastica e immondizie che gettano per terra o, peggio ancora, nelle tubature e negli scarichi intasando tutto. Potrei andare avanti di pagine di esempi, peggiori o divertenti, fatto sta che questa purtroppo è la situazione….ed è difficile trovar rimedio visto il giro che ha l’ospedale di gente. Poi una delle cose meno piacevoli, fuori dall’ospedale, sono le case dello staff. In 30 anni sono state costruite parecchie case dello staff ed ostelli (poco più di una ventina) per poter ospitare i dipendenti con le proprie famiglie o i lavoratori che vengono da lontano. Queste case erano costruite nuove, come la nostra dove viviamo, eppure sembra che all’interno sia esplosa una bomba. Tutto rotto, mangiato, porte sventrate, bagni completamente distrutti, piastrelle rialzate….insomma un cesso. E sono proprio pochi quelli che si salvano…..e questo ci dispiace molto perché non è rispetto verso comunque chi te la da gratis, e ci vorrebbe tanto poco. Abbiamo poi scoperto che chi viene a “piangere” perché non arriva alla fine del mese per pagare le tasse scolastiche o altro…ha una donna delle pulizie o comunque sempre qualche sfizio che si toglie. Per carità non sta a noi giudicare….ma almeno non piangere. Tutto mondo è paese, e che non ci vengano a dire che poveretti è questione di cultura, perché vorrei proprio sapere qual è quella cultura che si comporta così (visto che poi non sono tutti così). Stiamo scoprendo che il discorso della “cultura” è una scusa di comodo (non sempre) a cui bisogna star molto attenti nel chiamarla in causa. (nelle 1 foto una bimba orfana in ospedale, nella 2 lunga fila quotidiana per l'acqua, la 3 il pronto soccorso e la 4 l'entrata dell'ospedale con la fila di pazienti e parenti in attesa, le ultime 3 foto sono parte di foto scattate con i nostri genitori, noi che viviamo qui ci dimentichiamo di fotografare...ops....). Un grazie di cuore anche al gruppo delle ragazze di Rimini che ci hanno fatto compagnia in queste 2 settimane condividendo un sacco di cose. Grazie!!!

venerdì 19 agosto 2011

Lavoratori e il gruppo Rimini 1

Queste cose sono accadute prima dell'arrivo dei genitori di Manu, quando ancora Massimo e Marilena (i due medici che stanno qui stabili in ospedale, lei la responsabile lui il dentista) stavano in Italia. Uno dei lavori che ci siamo prefissati è il rinnovo della clinica dentistica. Così con l'aiuto dei 2 papà abbiamo iniziato e completato alcuni lavori. Ma tra una cosa e l'altra dovevamo fare una traccia di 12 metri nel pavimento in cemento alta 10 cm e larga 20. Purtroppo reperire un martello pneumatico o demolitore qui è un impresa assai ardua, e quindi martello, punta e via. Il pavimento è costituito dal primo cm di cemento semplice quindi una cavolata mentre gli altri 9 cm sono costituiti da un impasto di sassi e sabbia di granito mescolati con cemento. Un bel problema. Pian piano con i ragazzi abbiamo completato i primi 7-8 metri con una difficoltà enorme. Così una mattina mi si presentano 2 ragazzi che, come sempre qui, mi chiedono soldi. 20 dollari a testa perchè devono mandare i figli a scuola. Benissimo ho pensato, e ho chiesto a loro di seguirmi. Gli ho portati in clinica gli ho dato un martello e una punta per cemento e ho detto: non importa quante ore o quanti metri fate, se mi date una mano per un pochino io vi do 20 dollari a testa. Uno di loro si inginocchia prende il martello in mano e da un colpo con la punta sul cemento, si rialza guarda negli occhi l'altro, ridono e mi dicono: ah NO GRAZIE. E se ne vanno. Così è stato per altre 12 persone (non chiedevano soldi ma cercavano lavoro). Alla fine mi si presenta un padre di famiglia e un ragazzino di 17 anni che non paralvano inglese, venivano dalle montagne: e in 2 giorni hanno fatto tutto il lavoro e han voluto 20 dollari a testa. Non di più. Ho rincontrato qualche giorno dopo il ragazzo e con l'aiuto di Dickson ho capito che era felicissimo e aveva già investito 20 dollari nel comprare un capretto che avrebbe fatto accoppiare per poter poi avviare una piccola attività di carne. Diceva che nel giro di qualche anno se le cose vanno bene avrà 6-7 capretti e potrà iniziare a costruire casa.



Il gruppo Rimini 1 (chiamiamo così perchè ne arriveranno altri) è arrivato mentre noi eravamo a Vic Falls i primi di agosto. Il dott. Massimo e la Dott.ssa Marilena sono di Rimini e organizzano questi gruppi di ragazzi che durante l'estate vengono a far visita all'ospedale per fare delle esperienze (o come dicono loro della vita vissuta). Questo gruppo era formato da 10 ragazzi e, a parte una, erano tutti sulla trentina. Alloggiavano in un ostello all'interno dell'ospedale (ostello è una casa con più stanze che di solito usano gli studenti infermieri che studiano qui) e ci hanno accolto come fossimo parte del loro gruppo in maniera splendida. La loro presenza qui è stata una boccata rigenerante per noi e questo confronto a stare insieme ci ha trasmesso molto e insegnato tanto. Insieme hanno dipinto la clinica dentistica, fatto riprese, sistemato alcune cosette come la farmacia e i farmaci, condiviso momenti con gli orfani e i due Dr. Clown fatto rallegrare la pediatria. Assistito a un'operazione di Carlo e ci hanno aiuato a sistemare i computer....e l'orto di Marilena. E i due dentisti....beh in clinica a togliere denti o a curarli. Un gruppo in sintonia, organizzato, semplice...così abbiamo avuto l'opportunità di fare passeggiate qui intorno, andare in un villaggio, vedere il tramonto e stare insieme. Forse la cosa più importante, condividere tanti momenti e sentimenti. Grazie ragazzi per quello che ci avete dato, e speriamo che non dimenticherete questa "vita vissuta". PS. però al gioco del lupo a me (alessio) non son chiare alcune cose hi hi!!!!

domenica 14 agosto 2011

I genitori a Vic Falls 2

E' estate in Italia e inverno qui. Ottima stagione per poter visitare questo Paese e non solo per il clima perfetto del giorno e del freddo della notte, ma anche perche la vegetazione è povera e la possibilità di vedere animali è più alta. Così anche i genitori di Manu approfittano di questa occasione per venire a trovarci e rendersi conto con i propri occhi dove siamo e cosa sia Zimbabwe. Arrivano sabato 23 luglio, e la prima settimana è completamente dedicata allo stare in ospedale, ambientarsi e capire. Con loro c'è anche Enrico (fratello minore di Manu) che ha 18 anni, che passerà qualche ora con Dickson. Il tempo passa in fretta e le cose da fare sono tante ma, causa i ritmi e la scarsità di trovare cose pratiche in queste zone rurali, i lavori proseguono a rilento. Esserein Zimbabwe è una grande opportunità per vedere un paese tra l'africanità e l'essere un pò occidentale. Sarà per via della vicinanza al SudAfrica o dell'influenza coloniale, ma qui si sente questa ricerca dell'assomigliare agli occidentali. Ma sopratutto è un'opportunità visitare una delle 7 meraviglie del mondo: Victoria Falls. Così, dopo un pò di fatica a trovare le giuste coincidenze, domenica 31 partiamo alla volta di Kariba, e in 7 ore filate siamo dalle suore che ci accolgono come sempre meravigliosamente. La diga, Kariba alta, gli ippopotami e gli elefanti.....come sempre uno spettacolo. Stavolta a dormire si va in un lodge (non è il nostro modo di viaggiare ma è pratico in certe situazioni): grandissimo e meraviglioso. Un lusso estremo a un costo irrisorio. Completamente vuoto. Anche da queste cose si può capire che questo paese è in una crisi profonda. Il giorno dopo il traghetto che ci porterà a Mlibizi, ma dai, questo è pieno e ci fa passare in compagnia di sudafricani tutto il viaggio. Le solite partite a scala 40 e la bellezza del lago con ippopotami ed elefanti sulle rive. La notte sul ponte è meno fredda e il servizio è il top. Le stelle di notte sono tantissime e molte le barche da pesca che incontriamo ma sul lato Zambia: altro segno della crisi dello Zim, come l'alta presenza di militari e la diffioltà di trovare rifornimento di diesel in tutto il paese. Il martedì attracchiamo alle 7 del mattino dopo esserci gustati l'alba...e via a Vic Falls. Prenotiamo il safari per il giorno dopo e ci gustiamo le cascate per un paio d'ore. Che fortuna questa volta, sono meno ricche d'acqua e quindi riusciamo a vedere il fondo e la panoramica è migliore, che top. E come sempre le scimmiette che giocano nei prati. Una bella mangiata al Booma ristorante (si mangiano cose locali e vari tipi di carne come coccodrillo e altro) e buona notte. Il giorno dopo è Botswana e Chobe NP. Un paradiso terrestre di natura. Quindi al mattino il safari in barca vicino a coccodrilli e ippopotami, bufali, iguane, impala.......ed elefanti. E al pomeriggio nell'interno sabbioso del parco con giraffe (più di 50) elefanti a quantità, varie specie di antilopi e chi più ne ha ne metta. Così la sera torniamo a casa soddisfatti, stanchi, ma con gli occhi pieni di "fotografie" di questa meraviglia. Purtroppo il giorno dopo sono 14 ore di guida fino a Mutoko. Tutto d'un fiato. Una bella massacrata specialmente per chi sta nel cassone del pick up. Gli ultimi giorni li passiamo insieme, tra Harare con Lucio per gli ultimi acquisti di colore e piastrelle per la clinica dentistica, e alcune passeggiate qui intorno tra i baobab e alcune montagne con viste sulle vallate, e le pitture rupestri. Lucio si da da fare anche con il laboratorio....speriamo di ottenere buoni risultati con i suoi consigli...mentre Renata riesce in extremis ad assistere ad un parto. E così arriva il momento dei saluti dopo aver visitato Harare e un bellissimo pomeriggio dalle suore. Un esperienza ricca di avvenimenti e di diverse situazioni, che speriamo abbia lasciato qualcosa dentro anche a loro.

venerdì 29 luglio 2011

Ingiustizie



Purtroppo non è sempre rose e fiori qui e bisogna ricordarsi che tutto mondo è paese nel senso che le persone cattive e buone ci sono anche qui, come da noi, come in qualsiasi parte del mondo. Di ingiustizie ne vediamo tutti i giorni (e forse è la cosa che fa più male), piccole o grandi che siano, dal bimbo all’adulto, dal bianco al nero, dal sacerdote all’ateo….e di molte di queste preferiamo non parlarne per ora. Sia per non creare problemi sia perché necessitiamo di più tempo per sbilanciarci su alcuni argomenti. Ma due casi vogliamo raccontarveli: il primo è accaduto a me (Alessio) qualche settimana fa a Mutoko paese. Il paese dista circa 20 minuti di auto dall’ospedale di cui 15 km su strada sterrata. Quindi quando si va si cerca sempre di unire più spese possibili per evitare sprechi di diesel e tempo. Arrivo in paese alle 9 del mattino e parcheggio al primo negozietto che vende un po’ di tutto tra cui ricariche telefoniche (di solito le compero o nel bosco, o nelle capanne o per strada, ma questa volta avevo fretta). Entro nel negozio che di solito sono spaziosi con poche cose sugli scaffali e siamo io, un militare, un poliziotto speciale e la commessa. Iniziamo le solite chiacchiere di saluto e mi accorgo che i due militari sono ubriachi. Chi più chi meno. E la ragazza al banco è un po’ spaventata. Il militare mi fa alcune domande con gentilezza, poi saluta ed esce. Il poliziotto (speciale….cioè non polizia normale) è parecchio ubriaco e mi obbliga a portarlo ad Harare (2 ore di strada solo andata), e io gentilmente dico di no, continuando a chiedermelo almeno per 4-5 volte, ma la mia risposta non cambia. Infine si mette in pace della mia risposta e continua a fare ciò che faceva prima che io entrassi: importunare la ragazza. Tranquilli solo richieste spinte e qualche tentativo di contatto fisco ma lei era ben vestita e anche lui (visto il freddo, siamo in inverno). Altri quattro ragazzi che erano nel negozio vicino (comunicante) mi guardano alzando le braccia come per dire: purtroppo non possiamo fare nulla. Così io saluto ed esco impotente e dispiaciuto. Ma cosa fare??? Effettivamente la cosa non era ancora deteriorata e sembrava che il militare stesse per rinunciare visti i rifiuti della ragazza….ma chissà poi cosa è successo. Lui era così ubriaco che non riusciva a salire sul bancone, ma insistentemente provava a toccare la ragazza. E ti senti impotente d’avanti a questo…e fa male!!! Il secondo è più una cosa complicata da spiegare dettagliata che ci sta toccando in ospedale. Sorvolo quindi molti punti e cerco di spiegare tutto al meglio. Non sappiamo per quale motivo ma il governo (o chi per esso) ha fatto giustamente delle ispezioni in ospedale e ha mandato un report per metterci il bastone tra le ruote. Tra i vari punti (alcuni corretti) vuole farci chiudere la scuola infermieri (che fa parte ed è gestita dall’ospedale) perché l’ospedale è sovraffollato. (come già successo secondo loro un ospedale che funziona è un ospedale vuoto) Ma io dico, se un ospedale è sovraffollato è perché lavora bene. Ok, questo comporta a problemi di organizzazione e tutta una serie di cose che vanno ad aggravare il paziente (mancanza di letti e stanze, tutti che corrono, più gente quindi più sporcizia e consumo di cose, mancanza di personale…), ma almeno il paziente guarisce. Così purtroppo, senza poter scegliere, ci siamo dovuti adattare a queste regole e molti paziente sono stati dimessi, altri non accettati e quindi l’ospedale si è un po’ (tanto) svuotato. Ma la gente dove va a curarsi??? Dagli stregoni???? Perché gli ospedale governativi sono carissimi (impossibile un appendicite costa dai 2 ai 5 mila dollari) e ci sono liste di attesa pazze solo per una visita. E quindi molti vanno in Zambia o Sud Africa…..speriamo quindi di rimettere tutto a posto quanto prima e di tornare a livelli almeno accettabili e che questa parentesi si chiuda presto. Anche se fa un certo effetto sapere che son tante le richieste di ricovero e i letti tenuti vuoti…..per ordini superiori. (prima foto la "squadra" di lavoro con cui lavora Alessio, la seconda classico trasporto qui: sulla testa anche 20 Kg, la terza classico bus a lunga percorrenza)