Purtroppo non è sempre rose e fiori qui e bisogna ricordarsi che tutto mondo è paese nel senso che le persone cattive e buone ci sono anche qui, come da noi, come in qualsiasi parte del mondo. Di ingiustizie ne vediamo tutti i giorni (e forse è la cosa che fa più male), piccole o grandi che siano, dal bimbo all’adulto, dal bianco al nero, dal sacerdote all’ateo….e di molte di queste preferiamo non parlarne per ora. Sia per non creare problemi sia perché necessitiamo di più tempo per sbilanciarci su alcuni argomenti. Ma due casi vogliamo raccontarveli: il primo è accaduto a me (Alessio) qualche settimana fa a Mutoko paese. Il paese dista circa 20 minuti di auto dall’ospedale di cui
chiedermelo almeno per 4-5 volte, ma la mia risposta non cambia. Infine si mette in pace della mia risposta e continua a fare ciò che faceva prima che io entrassi: importunare la ragazza. Tranquilli solo richieste spinte e qualche tentativo di contatto fisco ma lei era ben vestita e anche lui (visto il freddo, siamo in inverno). Altri quattro ragazzi che erano nel negozio vicino (comunicante) mi guardano alzando le braccia come per dire: purtroppo non possiamo fare nulla. Così io saluto ed esco impotente e dispiaciuto. Ma cosa fare??? Effettivamente la cosa non era ancora deteriorata e sembrava che il militare stesse per rinunciare visti i rifiuti della ragazza….ma chissà poi cosa è successo. Lui era così ubriaco che non riusciva a salire sul bancone, ma insistentemente provava a toccare la ragazza. E ti senti impotente d’avanti a questo…e fa male!!! Il secondo è più una cosa complicata da spiegare dettagliata che ci sta toccando in ospedale. Sorvolo quindi molti punti e cerco di spiegare tutto al meglio. Non sappiamo per quale motivo ma il governo (o chi per esso) ha fatto giustamente delle ispezioni in ospedale e ha mandato un report per metterci il bastone tra le ruote. Tra i vari punti (alcuni corretti) vuole farci chiudere la scuola infermieri (che f
a parte ed è gestita dall’ospedale) perché l’ospedale è sovraffollato. (come già successo secondo loro un ospedale che funziona è un ospedale vuoto) Ma io dico, se un ospedale è sovraffollato è perché lavora bene. Ok, questo comporta a problemi di organizzazione e tutta una serie di cose che vanno ad aggravare il paziente (mancanza di letti e stanze, tutti che corrono, più gente quindi più sporcizia e consumo di cose, mancanza di personale…), ma almeno il paziente guarisce. Così purtroppo, senza poter scegliere, ci siamo dovuti adattare a queste regole e molti paziente sono stati dimessi, altri non accettati e quindi l’ospedale si è un po’ (tanto) svuotato. Ma la gente dove va a curarsi??? Dagli stregoni???? Perché gli ospedale governativi sono carissimi (impossibile un appendicite costa dai 2 ai 5 mila dollari) e ci sono liste di attesa pazze solo per una visita. E quindi molti vanno in Zambia o Sud Africa…..speriamo quindi di rimettere tutto a posto quanto prima e di tornare a livelli almeno accettabili e che questa parentesi si chiuda presto. Anche se fa un certo effetto sapere che son tante le richieste di ricovero e i letti tenuti vuoti…..per ordini superiori. (prima foto la "squadra" di lavoro con cui lavora Alessio, la seconda classico trasporto qui: sulla testa anche 20 Kg, la terza classico bus a lunga percorrenza)
venerdì 29 luglio 2011
Ingiustizie
martedì 19 luglio 2011
Vita e Morte
Avevamo una
lunedì 11 luglio 2011
I genitori tra Kariba e Victoria Falls
Finalmente una settimana di ferie hi hi. Scherzi a parte abbiamo colto l’occasione della visita dei genitori (di Alessio) in Zimbabwe, per farci una settimanella in giro per il paese. Sono arrivati il 19 giugno, senza bagagli, ad Harare. Per fortuna sono arrivati poi, i bagagli, con dentro il ben di dio per noi (formaggio, miele e salumi trentini su tutto
). La prima settimana la passano qui in ospedale, ambientarsi, guardare, capire…le prima cose che si fanno. E finalmente aggiustiamo le pompe d’acqua. Dopo quasi un mese di “secca” torniamo ad avere acqua, anzi più di prima visto che si riattiva anche un pozzo solare. Noi procediamo il nostro lavoro, mentre i genitori fanno conoscenza con la gente, con le cose del posto, passeggiate e lo stare con i malati. Infine sabato 25 si parte. Mutoko-Kariba (
ordo della strada: rallento per evitare, spaventandole, incidenti e per osservare da vicino questi bellissimi animali che…una di esse con un balzo inizia a rincorrerci per qualche centinaio di metri…Il tutto è durato qualche secondo, un minuto al massimo, ma aver visto questi animali così vicino senza aspettarselo è stata un’emozione grandissima. Arriviamo dalle suore alle 7..giusti giusti per cena. Le suore di Kariba sono eccezionali (una maltese, una indiana e una argentina) e gestiscono un asilo-scuola di circa 150 bambini orfani o molto poveri e aiutano la comunità. Organizzate e pratiche, è forse il miglior progetto che seguiamo come fu
nzionalità. La domenica mattina messa (4 ore e 20 minuti processione compresa) e al pomeriggio elefanti, scimmie, zebra, ippo, la diga di Kariba, il lago, il mercatino…tutto quello che la cittadina offre. Altra notte dalle suore ed è sempre un piacere stare in compagnia…e al mattino del lunedì il traghetto ci attende per attraversare il lago (
nno la tua capanna (con tutti i confort) con la cucina. Pomeriggio alle cascate…mamma mia che roba. Indescrivibile la bellezza del posto e la sua immensità e potenza. Una bella doccia dagli spruzzi che salgono dal fondo della gola e 3 ore passate in questo paradiso terrestre. Il giorno dopo ci attende una classica del turismo di massa, ma essendo in bassa stagione non c’è praticamente nessuno e quindi: Chobe National Park in Botswana. Passato il Zambezi NP dove Zimbabwe, Zambia, Namibia e Botswana si incrociano, entriamo nel Chobe e una barchetta locale ci viene a prendere per farci fare 3 ore sul fiume del parco. Che meraviglia di
colori e la quantità di animali è indescrivibile: coccodrilli, ippopotami, elefanti, bufali, gazzelle…che bevono al fiume o si fanno il bagno. Con la barchetta si ha la possibilità di andarci molto vicino senza disturbare quindi la vista è il top. Il fiume poi è così largo che sembra un lago quindi molto calmo. Pranzo a buffet in un Lodge (turismo di massa….ma per n’a volta…) e via con una Jeep sulla terraferma per altre 3 ore. Giraffe, più di 200 elefanti e gazzelle. Uccelli di vari colori, ippopotami, specie diverse di gazzelle, e moltissimi altri animali, tra cui in lontananza due leoni abbracciati che dormono sotto una pianta. Meglio non svegliarli. Il ritorno poi sotto i colori del tramonto rosso africano che riflettono sulle foglie autunnali delle piante….cosa chiedere
di più nel giorno di compleanno di Manu??? Anche se questo non è il nostro modo di viaggiare è stata comunque un esperienza meravigliosa che ci ha permesso di vedere un angolo di Africa ancora ricca di animali. 30 giugno giornata di relax e abbiamo avuto l’occasione di farci una piccola crociera (barchetta locale) con i colori del tramonto, dove non sono mancati ippopotami e coccodrilli. E 4 elefanti arrabbiati nel cortile di un Hotel dove hanno distrutto mezze piante. Il primo luglio disfiamo armi e bagagli e alle 7 siamo in viaggio per Mutoko.
sabato 2 luglio 2011
1° Anno!!!
In un anno sono cambiate un sacco di cose, e sicuramente siamo cambiati noi. Chissà se in meglio o in peggio…non spetta noi a dirlo. Una cosa strana, che ora è diventata parte della nostra vita, è lo stare sempre insieme 24 ore su 24 tutti i giorni (ok molte volte si lavora e lavorava separati ma in maniera diversa che in Italia) e questo ha rafforzato molto di più il nostro amore reciproco, siamo fortunati anche per questo. Siamo partiti senza grandi ideali o grandi cose, organizzando poco lasciando i dettagli al caso, alla strada. E abbiamo imparato moltissimo. Per noi una scuola meravigliosa che vale cento diplomi, che ci ha risvegliato molte cose ormai dimenticate come il silenzio, l’osservare, l’attendere, l’amare, l’essere semplici, l’adattarsi, la pazienza, il vivere senza orologio, il vivere senza soldi (nel senso di paga, ma vivere con io faccio qualcosa per te tu fai qualcosa per me) lo stare immersi nella natura…e molte altre cose, ma una su tutte e forse la più fondamentale: il condividere!!!
Se dobbiamo fare un bilancio non possiamo che essere più che soddisfatti. Sicuramente il grande aiuto viene dalle persone che ci stanno intorno e che abbiamo trovato lungo il nostro cammino. A loro viene dato il primo premio, perché senza le persone con cui abbiamo trascorso minuti o giornate, la nostra avventura non sarebbe stata così “speciale”. Oggi siamo qui, non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, dove saremo cosa faremo e non ci pensiamo…di certo è che se potremmo continuare a vivere la nostra avventura, continueremo su questa strada.
Sotto elenco le tappe principali di questo primo anno (come sono in ordine nel blog):
- 2 Luglio 2010 Casa Carità Sassuolo
- Fine Luglio 2010 Alaska e Yukon (Nord Canada)
- Fine Agosto 2010 I parchi del Nord Usa
- Primi di Settembre 2010 Il Ranch
- Seconda metà di Novembre 2010 I parchi del Sud Usa
- Primi di Dicembre 2010 Alaska Inverno
- 29 Dicembre 2010 Rientro in Italia
- 13 Febbraio 2011 Zimbabwe
- 21 Febbraio 2011 Villaggio S. Marcellino – Harare
- 1 Aprile 2011 Ospedale Luisa Guidotti - Mutoko